Chi sono

Salve a tutti,
Mi chiamo Giovanni – per gli amici Giancarlo – sono nato 46 anni fa a Torre del Greco, un’antica cittadina che sorge sulle sponde del Mediterraneo incastonata tra le falde del Vesuvio e il Golfo di Napoli. Fin dalla mia infanzia, tuttavia, vivo ad Avellino, la città dei mie avi. Dopo essermi diplomato Geometra, assecondando le mie inclinazioni per le scienze umanistiche, ho intrapreso gli studi universitari iscrivendomi alla facoltà di Scienze Politiche (indirizzo Storico-Politico) presso l’Università di Salerno dove in seguito mi sono laureato discutendo una tesi in Storia Contemporanea con il Ch.mo Prof. Luigi Rossi dal titolo: “Tra storia e politica: Avellino e l’Abbazia Verginiana dagli anni del consenso al fascismo alla legge truffa”. Inoltre, nel corso di questi anni, ho coltivato varie passioni tra cui quella per il giornalismo collaborando, tra il 1992 e il 1996, con alcune testate locali quali: Il Popolo della Campania, Irpinia Capital e Cronache Meridionali per le quali ho scritto vari articoli pubblicati nelle pagine culturali e di cronaca. Quindi, subito dopo aver conseguito il titolo accademico, i miei interessi scientifici si sono concentrati sui problemi socio-politici che hanno caratterizzato il secondo conflitto mondiale con particolare riguardo a quel filone storiografico relativo all’opera di assistenza e ospitalità clandestina negli ambienti ecclesiastici. Ho compiuto, pertanto, importanti studi su tale argomento avviando una serie di ricerche i cui risultati sono confluiti nel volume che ho dato alle stampe nel 2006, che ha riscosso unanime apprezzamento nella comunità  scientifica, dal titolo: “Sulle tracce dei fascisti in fuga. La vera storia degli uomini del duce durante i loro anni di clandestinità” ed in parte nei seguenti saggi: L’affaire Rossoni: un ministro del duce rifugiato politico presso il Santuario di Montevergine (“Annali Cilentani” – Studi e Ricerche sul Mezzogiorno minore, n. 2 del 2001) e Operazione conventi: le ratlines vaticane per l’espatrio clandestino degli ex gerarchi fascisti. L’affaire Rossoni (“Elite e Storia” – Rivista Semestrale di Studi Storici, n. 2 del 2003). Inoltre, il 21 giugno del 2007, ho svolto la relazione sul tema: La città di Avellino nell’era fascista (1922-1943) nell’ambito del convegno organizzato presso la Biblioteca Provinciale di Avellino per celebrare il bicentenario della nascita di Avellino capoluogo di provincia sul tema: Avellino capitale: duecentouno anni di occasioni (1806 – 2007). L’antico, il moderno e lo scempio.
Inoltre, sulla falsariga delle ricerche finora condotte e alla luce di nuove acquisizioni archivistiche, attualmente mi sto dedicando alla stesura di altri due libri per focalizzare meglio l’attenzione su un argomento tanto dibattuto – soprattutto di recente – relativo alla vexata quaestio dei presunti “silenzi” di Pio XII in merito alla Shoah, con l’auspicio che queste mie ricerche possano fornire un’ulteriore chiave di lettura al riguardo ed offrire un quadro d’insieme più organico di questa vicenda.
Il primo volume tende a mettere in rilievo quella encomiabile opera di assistenza e ospitalità negli ambienti ecclesiastici durante il secondo conflitto mondiale, passata alla storia come ”la via dei conventi”, a beneficio di tutti coloro i quali correvano seri pericoli di vita (in particolare gli ebrei), ai quali furono spalancate le porte di tante case religiose per fornire loro un provvidenziale rifugio, indipendentemente dalla loro fede religiosa o dal loro colore politico.
Il secondo, invece, prendendo spunto dai diari dell’Abate benedettino di Montevergine mons. Giuseppe Ramiro Marcone, stilati dal suo segretario don Giuseppe Masucci, mira ad esaminare – con dovizia di particolari – la delicata missione che fu affidata al presule benedettino da parte di Pio XII in persona che, tra l’estate del 1941 e la primavera del 1946 lo inviò nella Croazia ustaša di Ante Pavelić in qualità di Visitatore Apostolico.
Tutte queste mie ricerche e studi trovano cortese ospitalità sul quotidiano della Santa Sede “L’Osservatore Romano”, dove, di volta in volta, nelle pagine culturali pubblico lunghi e circonstaziati articoli su questi argomenti, riportati puntualmente anche sul mio Blog.
BLOG2nnn

7 risposte a “Chi sono

  1. La Gelsa è la storia di un uomo, Marco, che diviene amico-padrone della propria mente e vince le ansietà, cagionategli dalla guerra totale in Irpinia, celate nella memoria inconscia e riapparse per effetto della paura di aver paura provata per un risveglio improvviso. Il romanzo è in via di ultimazione. Avrei piacere di parlartene.
    Grazie.
    Ciro Alvino

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  2. Pingback: Rassegna del mio Blog nel 2010 | Giovanni Preziosi·

  3. chi non sa nulla non ama nulla….ma chi comprende, ama, sa e vede – carl gustav jung- la storia e il dolore e la sofferenza di tante persone da lei raccontate ci fanno rivivere comunque quell’ amore che ancora oggi sopravvive dentro l’animo di tanti ….guardando con i loro occhi quell ‘ amore che sa vivere solamente come conosce e sa l’amore silviavescesandrini

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  4. studenti romani visitano ogni anno il luogo del dolore per comprendere e portare dentro di loro le immagini, le testimonianze di chi racconta episodi di vita che è difficile in parte immaginare perchè non si è vissuta in prima persona , capire la storia, il dolore, e visitare direttamente quei luoghi dovrebbero anche tornare utili per costruire ed elaborare il concetto di PACE, un elemento di non facile interpretazione guardando il passato e anche il futuro, ma dovrebbe essere un impegno morale di ciascuno di noi e di chi aiuta a crescere e a formare come la famiglia, la scuola, gli amici…..c’è un bellissimo DIARIO…scritto da ANNA FRANK, una delicata e poetica descrizione di dolore, di amore e di forza uniche , che una ragazza, una adolescente, ha saputo con intelligenza e con maturità esprimere per lasciare un messaggio immenso come uno sguardo verso il cielo che si perde nella bellezza dell’infinito, tanto da allargare le braccia e stringere fra le dita quell’eternità, di cui tutti dovremmo essere consapevoli per migliorarci e migliorare la nostra vita.silviavescesandrini

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  5. Pingback: Documenti inediti su Pio XII: chiese di nascondere gli ebrei | UCCR·

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