Un tempo per tacere e un tempo per parlare: la coraggiosa denuncia dei vescovi olandesi che però si rivelò controproducente

“Verremmo meno al nostro dovere se non protestassimo pubblicamente. Seguiamo le orme del Santo Padre…”

Monsignore, gli ebrei non solo nei Paesi Bassi, ma in tutti i territori occupati, sono in grande difficoltà! Le disposizioni e le norme, pubblicate sulla stampa costituiscono soltanto una piccola parte di ciò che è stato fatto effettivamente agli ebrei. (…) Una sola organizzazione forse è in grado di aiutare gli ebrei (…) la Chiesa cattolica. Solo la Chiesa cattolica ha dei collegamenti, che può contattare e interagire con le autorità in Germania. Il Santo Padre a Roma saprà certamente farlo, se è disposto a intervenire a favore degli ebrei nei territori occupati.

De Jong decise quindi di allestire una rete di assistenza clandestina con l’ausilio, tra gli altri, del rappresentante cattolico in seno al Consiglio ebraico, l’avvocato Minderop, del Borgomastro di Geldrop van der Putt e della figlia del giudice dell’Alta Corte, Sophie van Berckel. Quest’ultima, in particolare, si impegnò attivamente nell’accoglienza dei profughi ebrei cattolici provenienti dalla Germania, istituendo anche un fondo di emergenza per l’espatrio in Brasile degli ebrei col sostegno di parrocchie, monasteri e famiglie. Nel giugno 1944, però, questa rete clandestina verrà scoperta dalla Gestapo: arrestata, Sophie van Berckel morirà a Ravensbrück il 26 dicembre di quello stesso anno. Tornando al giugno 1942, il presidente dello Joodse Raad, David Cohen, rese noto che il capo delle SS di Amsterdam, Karl Wörlein, gli aveva comunicato che molto presto tutti gli ebrei di età compresa tra sedici e quarant’anni sarebbero stati trasferiti in Germania nei Polizei Licher-Arbeitseinsatz. Lo stesso concetto fu ribadito qualche giorno dopo, il 4 luglio, dal segretario del Consiglio ebraico, Slotemaker de Bruïne:

Sta diventando sempre più chiaro che il governo tedesco nazionalsocialista mira a una sistematica eliminazione del Giudaismo e a tal fine farà ricorso a misure sempre più drastiche.

Ed effettivamente il 17 luglio, dopo un massiccio rastrellamento nazista, furono deportati ad Auschwitz-Birkenau duemila ebrei, tutti uccisi immediatamente al loro arrivo. Monsignor de Jong comprese che era giunto il momento di intervenire:

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© Giovanni Preziosi, 2016
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