“Il gesuita e la Resistenza. Col nome di Asso di Picche padre Carlo Messori Roncaglia lottò contro il nazifascismo”

Cari amici,
vi propongo qui di seguito la lettura del mio nuovo articolo appena pubblicato nelle pagine culturali (pag. 4) de L’Osservatore Romano, dal titolo: “Il gesuita e la Resistenza. Col nome di Asso di Picche padre Carlo Messori Roncaglia lottò contro il nazifascismo”, che, prendendo spunto dall’imminente anniversario della Liberazione, cerca di dar conto dell’opera svolta all’epoca dal celebre padre gesuita Carlo Messori Roncaglia il quale, insieme ad altri suoi confratelli ed al vescovo di Padova mons. Carlo Agostini, si prodigò per aiutare e trarre in salvo molti antifascisti ed ebrei.

 

Col nome di Asso di Picche padre Carlo Messori Roncaglia lottò contro il nazifascismo

Il gesuita e la Resistenza

 di Giovanni Preziosi

Fiumi d’inchiostro sono stati versati finora per cercare di raccontare le fasi cruciali che hanno segnato la lotta di Liberazione dal regime nazi-fascista. Tuttavia, in tempi recenti, dagli archivi compulsati meticolosamente dagli storici, stanno affiorando uno dopo l’altro nuovi documenti e testimonianze che evidenziano, se ancora ce ne fosse bisogno, il contributo determinante fornito, anche a rischio della propria vita, da tanti religiosi e religiose durante l’occupazione tedesca, Un ruolo davvero encomiabile in tal senso fu svolto dall’allora rettore dell’“Antonianum”, p. Carlo Messori Roncaglia che, in qualità di cappellano del Comando Militare Volontari della Libertà, con l’ausilio di Padre Achille Colombo, collaborò attivamente con la Resistenza col nome di battaglia Asso di Picche, partecipando a molte operazioni, come del resto si legge anche in un attestato di benemerenza rilasciato, in data 24 settembre 1945, dal Comandante inglese della Special Forces Career Management Field. 

«Il Reverendo Padre Messori ha indefessamente prestato la sua intelligente, coraggiosa, validissima opera alla Causa della Libertà. (…) manteneva i collegamenti in perfetta efficienza dando asilo, consigli, permettendo ed organizzando fughe, tutto e sempre a sua completa responsabilità. Nascondeva inoltre nel suo istituto armi, esplosivi e documenti di altissima importanza, sfidando serenamente e con fulgido amor patrio tutti i pericoli del caso. Prendeva inoltre attiva parte al movimento insurrezionale, cessando la sua infaticabile attività soltanto a vittoria conseguita».

Difatti, il 22 settembre 1944, in seguito agli arresti indiscriminati compiuti dai nazi-fascisti per sgominare le varie formazioni partigiane operanti nella zona, il leader del C.L.N. veneto, prof. Egidio Meneghetti, era riuscito a sfuggire per un pelo all’imboscata trovando rifugio all’Antonianum, dove furono accolti, oltre ad alcuni ebrei perseguitati e spie filtrate dal Sud, anche diversi cospiratori antifascisti, tra cui spiccavano i professori universitari Norberto Bobbio, Giuseppe Bettiol, Ettore Bolisani, Dino Fiorot, Alberto Trabucchi, Lanfranco Zancan e il comandante della brigata “Silvio Trentin”, l’ing. Otello Pighin. Un altro episodio, finora inedito, che vide protagonista padre Messori, fu quello che riguardò la salvezza di una giovane protestante di origini berlinesi, tale Elena Niechiol che, come si evince dalle pagine del quaderno di memorie stilate, con dovizia di particolari, da una suora della comunità di Este delle Figlie del S. Cuoredi Gesù, «visse nascosta nella nostra casa dall’agosto al dicembre 1944». Ma chi era in realtà questa donna che, all’improvviso, si presentò dalle suore circonfusa da un’aureola di mistero? A svelarci l’arcano ci pensa la stessa cronista che, poco dopo aggiunge:

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Un pensiero su ““Il gesuita e la Resistenza. Col nome di Asso di Picche padre Carlo Messori Roncaglia lottò contro il nazifascismo”

  1. per ricordare questo sacerdote gesuita,in particolare, e tutte le altre persone che hanno vissuto assieme quel momento della loro vita le parole di Papa Francesco sono sicuramente le migliori….Se non si comprende che la Chiesa è amore, non si comprende il vero significato della Chiesa ….. .portando una carezza ad un bambino e ad una mamma argentina nel ricordo dei desaparesidos. Domani è la Liberazione…..un segno della nostra storia in un cammino democratico e finalmente libero……la memoria è la ricchezza che ciascuno di noi serba nel cuore….-at 14,19,28 sal.144 gv.14,27-31 -VADO E TORNERO’ DA VOI – io non vorrei mai che tu ti allontanassi da me ,Gesu. cosa farò durante la Tua assenza .questa è occasione per manifestarTi fedeltà, amore vero, come quello degli sposi, che per lungo tempo non si possono vedere. la certezza delTuo ritorno mi dà la forza di perseverare ,di soffrire perTe, di vivere per Te in ogni momento……..Con queste parole la vita e la morte si confrontano in un unico spirito d’amore che unisce il cielo alla terra

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