Accadde, oggi: Le prime elezioni per il Parlamento repubblicano del 18 aprile 1948

 Il 18 aprile 1948 in Italia, circa tre mesi e mezzo dopo la promulgazione della nuova Carta Costituzionale approvata dall’Assemblea Costituente sulla base di due diverse leggi – per la Camera dei deputati, l. 20 gennaio 1948, n. 6 e T.U. 5 febbraio 1948, n. 26; e per il Senato, l. 6 febbraio 1948, n. 29 – si svolsero le prime elezioni politiche per il Parlamento repubblicano, che fece registrare una partecipazione popolare senza precedenti, un record almeno finora mai più eguagliato, con oltre il 92 per cento di affluenza alle urne degli aventi diritto al voto.

La competizione elettorale si svolse in un clima di dura contrapposizione tra le due principali fazioni che si contendevano la scena politica, la Democrazia Cristiana guidata da Alcide De Gasperi e il FronteDemocratico Popolare di estrazione social-comunista, anche in virtù della convulsa situazione geo-politica internazionale che si era profilata il 25 febbraio 1948, all’indomani del “colpo di Stato” di Praga, ad opera dei comunisti, che aveva contribuito a sedimentare nell’opinione pubblica la convinzione per una “scelta di campo” definitiva tra due modelli contrapposti: il “totalitarismo bolscevico” e la “democrazia”.

Era questo il preludio a quella che, negli anni successivi, passerà alla storia con un termine destinato a riempire i libri di storia: la “guerra fredda”, ovvero la dura contrapposizione Est-Ovest, fra tutti quei paesi che si riconosceranno, da un lato sotto l’ombrello della Nato nel Patto Atlantico e, dall’altro quelli che si riunivano attorno al Pattodi Varsavia di matrice sovietica.

Fu così che, alla fine di una estenuante campagna elettorale, la spuntò la Democrazia Cristiana, guidata da Alcide de Gasperi, si presentò come il reale baluardo contro il comunismo, aggiudicandosi la maggioranza assoluta dei seggi, anche grazie al sostegno determinante della Chiesa cattolica e della capillare rete delle organizzazioni dell’associazionismo cattolico, come l’Azione Cattolica e i Comitati civici di Luigi Gedda, che riuscirono a mobilitare circa 300.000 attivisti.

Il responso delle urne, infatti, sancì un clamoroso successo della Democrazia Cristiana, che si aggiudicò la maggioranza assoluta dei seggi, ottenendo il 48,5% dei voti alla Camera dei deputati (con 12.741.299 di consensi), che fece registrare un notevole incremento di consensi con 4.600.000 voti in più rispetto a quelli ricevuti per l’elezione dell’Assemblea Costituente, allorché si era attestata intorno al 25,2% con 8.101.000. risultato che non sarebbe stato più raggiunto. Il Fronte Popolare, invece, si fermò al 30,8%, facendo registrare una netta flessione rispetto ai consensi ricevuti in occasione delle elezioni del 2 giugno 1946, allorché la somma dei voti ottenuti da socialisti e comunisti i raggiunse il 40%.

Bisogna rilevare, tuttavia, che la Democrazia Cristiana non eguagliò la performance di consensi ricevuti alla Camera dei Deputati al Senato, dove non riuscì ad ottenere la maggioranza assoluta con i suoi 131 senatori, perché agli altri 237 senatori si aggiunsero, 107 senatori di diritto in virtù della III Disposizione transitoria della Costituzione, che recitava: “Per la prima composizione del Senato della Repubblica sono nominati senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i deputati dell’Assemblea Costituente che: sono stati presidenti del Consiglio dei Ministri o di Assemblee legislative; hanno fatto parte del disciolto Senato; hanno avuto almeno tre elezioni, compresa quella all’Assemblea Costituente; sono stati dichiarati decaduti nella seduta della Camera dei deputati del 9 novembre 1926; hanno scontato la pena della reclusione non inferiore a cinque anni in seguito a condanna del tribunale speciale fascista per la difesa dello Stato. Sono nominati altresì senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i membri del disciolto Senato che hanno fatto parte della Consulta Nazionale”. La vittoria del fronte moderato guidato da De Gasperi, in seguito aprirà la strada al boom economico che si registrerà negli anni Cinquanta.

© Giovanni Preziosi, 2013
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Un pensiero su “Accadde, oggi: Le prime elezioni per il Parlamento repubblicano del 18 aprile 1948

  1. dopo il fascismo e la guerra ……i cittadini confidarono in una nuova epoca e soprattutto in una vita dignitosa e piu’ tranquilla per il loro futuro….incertezze, speranze, dubbi……e tanta, tanta buona volontà…..ricordiamo la figura dello statista Alcide De Gasperi come una persona umana, equilibrata e soprattutto con la possibilità di dialogo e di determinazione……ricordando la nostra storia….. possa essere di sostegno in questo momento, che, come allora abbiamo necessità di equilibrio, di rinnovamento, di dignità e di senso di responsabilità……il progresso deve essere equo….e deve dare possibilità a tutti di poter agire con moralità e con sacrificio….perchè il merito e l’onestà esistono, sono valori che non bisogna mai dimenticare…..ma che spesso per avidità sia di potere e sia di danaro vengono riportati nelle cronaca di tutti i giorni…..il lavoro nobilita……cerchiamo tutti di fare in modo che il passato resti d esempio…..che porti pace……sia vicino e sia lontano……e soprattutto che ci sia un dialogo costruttivo…….il vero ed unico valore della democrazia dei popoli

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