“Habemus Papam”, Le elezioni pontificie da S. Pietro ai nostri giorni

Alle ore 20 in punto del prossimo 28 febbraio, in seguito alla “rinuncia” al ministero petrino, espressa solennemente da Benedetto XVI, sarà proclamata la cosiddetta “Sede Vacante” e, il governo della Chiesa fino all’elezione del nuovo pontefice, come recita il Cap. 2 della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1996 – che ha riformato la Romano Pontifice Eligendo di Paolo VI del 1° ottobre 1975 – sarà affidato al Collegio dei Cardinali «solamente per il disbrigo degli affari ordinari o di quelli indilazionabili, e per la preparazione di quanto è necessario all’elezione del nuovo Pontefice». Così come disposto da questa Costituzione Apostolica «Durante la Sede Vacante, tutto il potere civile del Sommo Pontefice, concernente il governo della Città del Vaticano, spetta al Collegio dei Cardinali, il quale tuttavia non potrà emanare decreti se non in caso di urgente necessità e per il solo tempo della vacanza della Santa Sede. Tali decreti saranno validi per il futuro solamente se il nuovo Pontefice li confermerà».

Durante la Sede Vacante, il potere legislativo, esecutivo e giudiziario dello Stato della Città del Vaticano sono esercitati, infatti, con dei precisi limiti dal Collegio Cardinalizio sanciti da Giovanni Paolo II con la Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano che, all’Art. 1 § 2 recita: «Durante il periodo di Sede vacante, gli stessi poteri appartengono al Collegio dei Cardinali, il quale tuttavia potrà emanare disposizioni legislative solo in caso di urgenza e con efficacia limitata alla durata della vacanza, salvo che esse siano confermate dal Sommo Pontefice successivamente eletto a norma della legge canonica».

A partire dall’inizio della Sede Vacante, infatti, tutte le cariche, a cominciare da quella del Segretario di Stato di Sua Santità, ricoperta attualmente dal card. Tarcisio Bertone, come prevede il paragrafo 1 del canone 401 del Codice di Diritto Canonico, decadranno per tutta la durata della Sede Vacante. Spetterà, poi, al nuovo Papa, decidere se confermare o meno tutti i capi dei vari dicasteri prima di procedere, gradualmente, alla sostituzione di quanti sono in scadenza per raggiunti limiti d’età, avendo ormai compiuto settantacinque anni – come prevede il canone 401 (§ 1) del Codice di Diritto Canonico – oppure hanno concluso il loro mandato, in genere di durata quinquennale, suscettibile tuttavia di essere rinnovato. Ecco cosa dispone al riguardo la normativa vigente contenuta nell’art. 14 della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis,

«A norma dell’art. 6 della Costituzione apostolica Pastor Bonus, alla morte del Pontefice tutti i capi di Dicasteri della Curia Romana, sia il Cardinale Segretario di Stato sia i Cardinali Prefetti sia i Presidenti Arcivescovi, come anche i membri dei medesimi Dicasteri cessano dall’esercizio del loro ufficio. Viene fatta eccezione per il Camerlengo di Santa Romana Chiesa e il Penitenziere Maggiore, che continuano a svolgere gli affari ordinari, sottoponendo al Collegio dei Cardinali ciò che avrebbe dovuto essere riferito al Sommo Pontefice.

Allo stesso modo, conformemente alla Costituzione apostolica Vicariae Potestatis (n. 2 §1), il Cardinale Vicario Generale per la diocesi di Roma non cessa dal suo ufficio durante la vacanza della Sede Apostolica e, parimenti, non cessa per la sua giurisdizione il Cardinale Arciprete della Basilica Vaticana e Vicario Generale per la Città del Vaticano».

A questo punto cessano dal proprio ufficio tutti i capi dei Dicasteri della Curia Romana, sia il Cardinale Segretario di Stato, sia i Cardinali Prefetti, sia i Presidenti Arcivescovi, compresi i vari membri dei medesimi Dicasteri, quali i Cardinali e i Vescovi che compongono il Dicastero. Dunque, durante la “Sede Vacante”, oltre al vicario del papa per la diocesi di Roma, card. Agostino Vallini, rimarranno in carica il decano del Sacro collegio, card. Angelo Sodano, a cui spetterà il compito di convocare i cardinali elettori in conclave, il sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato mons. Giovanni Angelo Becciu ed il camerlengo, card. Tarcisio Bertone, che a tutti gli effetti assume il compito di presiedere la Sede vacante tra la fine di un pontificato e la conclusione del conclave, responsabile dell’amministrazione delle finanze della Curia e dei beni temporali della Santa Sede, la cosiddetta camera thesauraria. In questo periodo compete, infatti, al Camerlengo richiedere, anche attraverso un suo delegato, a tutte le Amministrazioni dipendenti dalla Santa Sede una dettagliata relazione sullo stato patrimoniale ed economico e, anche alla Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, il bilancio consuntivo dell’anno precedente, comprensivo del bilancio preventivo per l’anno in corso, sottoponendo poi tutte queste relazioni alla Congregatio generalis.

Quindi, dopo aver constatato l’avvenuta morte o, come nel caso attuale, la “rinuncia” pronunciata dal Pontefice in carica, alla presenza del Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontifice, dei Prelati Chierici e del Segretario e Cancelliere della stessa Camera Apostolica, che provvederà a compilare il relativo documento, procede alla rimozione dell’anello del pescatore dal dito anulare della mano destra del Papa e provvede all’annullamento del sigillo papale presente sull’anello adoperato per siglare i documenti e le lettere apostoliche.

Dopodiché deve assicurarsi di sigillare accuratamente lo studio e la camera da letto del pontefice «disponendo che il personale abitualmente dimorante nell’appartamento privato vi possa restare fino a dopo la sepoltura del Papa, quando l’intero appartamento pontificio sarà sigillato». La normativa attualmente in vigore prevede due fasi per sigillare l’Appartamento Pontificio. Nella prima fase si colloca, la seconda fase.

  • Nella prima fase, alla morte del Romano Pontefice o nella fattispecie nel momento in cui avrà pienamente efficacia la sua rinuncia (quindi alle ore 20 del 28 febbraio 2013) si procederà a sigillare lo studio papale, la biblioteca e, appena possibile, la medesima stanza del Pontefice.
  • Nella seconda fase si procederà, invece, ad apporre i sigilli in toto dell’Appartamento Apostolico, vietando a chiunque non solo dimorarvi, ma anche semplicemente accedervi.

Quindi provvede a darne comunicazione al cardinale vicario di Roma (in questo caso il card. Vallini), a cui poi spetterà il compito di renderla nota “al Popolo Romano con speciale notificazione; e parimenti al Cardinale Arciprete della Basilica Vaticana”. Quindi, il Camerlengo prende «possesso del Palazzo Apostolico Vaticano e, personalmente o per mezzo di un suo delegato, dei Palazzi del Laterano e di Castel Gandolfo, ed esercitarne la custodia e il governo; […] curare, a nome e col consenso del Collegio dei Cardinali, tutto ciò che le circostanze consiglieranno per la difesa dei diritti della Sede Apostolica e per una retta amministrazione di questa. È infatti compito del Camerlengo di Santa Romana Chiesa, in periodo di Sede Vacante, di curare e amministrare i beni e i diritti temporali della Santa Sede, con l’aiuto dei tre Cardinali Assistenti, premesso, una volta per le questioni meno importanti, e tutte le volte per quelle più gravi, il voto del Collegio dei Cardinali».

Il severo protocollo vaticano poi prevede che, appena ricevuta la comunicazione ufficiale da parte del camerlengo o del Prefetto della Casa Pontificia del decesso o, come in questo caso, della “rinuncia” del pontefice, sia il Decano del Collegio Cardinalizio, nella fattispecie il card. Angelo Sodano, a darne notizia ai cardinali per convocarli a Roma in Conclave per l’elezione del nuovo successore di Pietro. Inoltre, provvederà anche a mettere al corrente di tutto ciò il corpo diplomatico e i vari capi di stato di ogni nazione.

Durante la Sede Vacante, inoltre, a norma del Cap. VII della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis,

«si avranno due specie di Congregazioni dei Cardinali: una generale, cioè dell’intero Collegio, fino all’inizio dell’elezione e l’altra particolare. Alle Congregazioni generali devono partecipare tutti i Cardinali non legittimamente impediti, non appena sono informati della vacanza della Sede Apostolica. Tuttavia ai Cardinali, che a norma del n. 33 di questa Costituzione non godono del diritto di eleggere il Pontefice, è concessa la facoltà di astenersi, se lo preferiscono, dalla partecipazione a tali Congregazioni generali.

La Congregazione particolare è costituita dal Cardinale Camerlengo di Santa Romana Chiesa e da tre Cardinali, uno per ciascun Ordine, estratti a sorte tra i Cardinali elettori già pervenuti a Roma. L’ufficio di questi tre Cardinali, detti Assistenti, cessa al compiersi del terzo giorno, ed al loro posto, sempre mediante sorteggio, ne succedono altri con il medesimo termine di scadenza anche dopo iniziata l’elezione.

Durante il periodo dell’elezione le questioni più importanti, se necessario sono trattate dall’assemblea dei Cardinali elettori, mentre gli affari ordinari continuano ad essere trattati dalla Congregazione particolare dei Cardinali».

Considerato che non si dovranno celebrare i funerali papali, che prevedono anche i cosiddetti novendiali, ovvero i nove giorni consecutivi di lutto, molto presumibilmente, come paventato nei giorni scorsi anche dal direttore della Sala Stampa vaticana. Padre Federico Lombardi, verificata la presenza a Roma di tutti i cardinali elettori, i lavori del conclave avranno luogo prima dei fatidici 15 giorni – prorogabili fino ad un massimo di 20 – previsti dall’apposito art. 37 della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis, laddove si dispone che: «dal momento in cui la Sede Apostolica sia legittimamente vacante, i Cardinali elettori presenti debbano attendere per quindici giorni interi gli assenti; lascio peraltro al Collegio dei Cardinali la facoltà di protrarre, se ci sono motivi gravi, l’inizio dell’elezione per alcuni altri giorni. Trascorsi però, al massimo, venti giorni dall’inizio della Sede Vacante, tutti i Cardinali elettori presenti sono tenuti a procedere all’elezione».

Spetta poi alla Congregazione preparatoria fissare il giorno e l’ora dell’apertura del Conclave per l’elezione del nuovo successore di Pietro, dopo aver constatato la mancanza di gravi motivi che ne impediscano l’inizio.

Ecco, qui di seguito, la Storia dei Conclavi realizzato dalla trasmissione televisiva “La Grande Storia Magazine” con lo speciale intitolato: “Habemus Papam. Le elezioni pontificie da S. Pietro a Benedetto XVI” che, attraverso filmati d’archivio, materiale iconografico dei Musei Vaticani e documenti dell’Archivio Segreto Vaticano, racconta i conclavi medievali, come quello di Viterbo durato ben 33 mesi, fino a quelli del Novecento ripresi da cineprese e tv di tutto il mondo.

© Giovanni Preziosi 2013

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Categorie: Storia dei Papi | Tag: , , | 1 commento

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Un pensiero su ““Habemus Papam”, Le elezioni pontificie da S. Pietro ai nostri giorni

  1. silviavescesandrini

    non è semplice ricevere una notizia come quella che Papa Benedetto xvi ha annunciato al mondo e a tutta la Chiesa Cattolica,non tutti possiamo comprendere ,perchè non conoscitori di una organizzazione ecclesiale, che impegna, assolve e determina un incarico cosi’ importante sia per la fede, per la cristianità…ma per tutta la società….abbiamo assistito all’evento della chiamata di Dio in cielo di molti Pontefici….e,quindi, in quell’attesa, si rifletteva nella preghiera e nel significato di quello che ciascuno di loro aveva svolto, donato, realizzato per quel fine cosi’ importante,immenso….che riceviamo non solamente nelle Loro benedizioni o nelle Loro apparizioni personali….ma ,per tutto quello che era stato organizzato per il bene dell’umanità…..ora…..ci troviamo di fronte ad un Pontefice in vita….che della Sua vita parte l’ha dedicata a DIO e parte all’umanità….sorpresa, riflessione, ricerca ,meditazioni,ma nel silenzio della preghiera troviamo quel sostegno….per attendere quello che il Conclave saprà darci……perchè Dio mostri la Sua grazia nel volto, nel pensiero e nell’amore di un Suo incaricato in terra…..perchè il Suo linguaggio sia accanto a tutti e penetri nell’anima e nel cuore di ciascuno…..l’importanza di credere….l’importanza di pregare….l’importanza di saper seguire, l’importanza di comprendere e camminare…..guardando il cielo nella preghiera piu’ bella che Dio ci ha donato, grazie Santo Padre….perchè ci aiuta a riflettere, grazie al successore perchè ci porterà a guidarci ancora per capire e per pregare Dio

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