Un’immagine del filmato recuperato di Enrico Chierici
Questo pomeriggio, alle ore 18.00 presso l’Urban Center di Bologna, nell’ambito dell’appuntamento di Cinematic, sarà proiettato il film girato nel 1942 dal sottotenente Enrico Chierici (1914-2001), fotografo e cineamatore genovese dell’ottava armata italiana, dal titolo: “Da Bologna a Stalino“.
Questo lungometraggio, conservato nel Fondo Fratelli Chierici dell’Archivio Nazionale del Film di Famiglia, costituisce un eccezionale documento sulla spedizione in Russia dell’esercito italiano nel 1942, anche perché ci restituisce un ritratto inedito degli scenari bellici che risaltano soprattutto negli sguardi attoniti – molto più eloquenti di qualsiasi altra parola – dei prigionieri e deportati immortalati dalla cinepresa.
Subito dopo la partenza da Bologna, il 9 giugno 1942, le prime suggestive immagini focalizzano l’obiettivo sui giovani prigionieri adibiti ai lavori nelle stazioni, prima di documentare l’ingresso del convoglio nella stazione di Brest-Litovsk, in Bielorussia, il 13 giugno. Il primo struggente impatto con la turpe realtà della guerra si verifica il giorno successivo presso i villaggi di Bobruisk, dove il treno dei soldati italiani diretti in Russia incrocia un convoglio carico di deportati ebrei russi, uomini, donne e bambini che è fermo alla stazione. Per venti minuti scorrono sul video immagini davvero struggenti che, a distanza di tanti anni, dovrebbero ancora interrogare le nostre coscienze per indurre a riflettere – anche chi come me non ha vissuto quegli anni convulsi – fino a che punto può giungere la malvagità umana quando smarrisce il senso intrinseco della pietà e del rispetto verso i propri simili.
La sequenza di queste immagini, tuttavia, suscitano qualche legittimo interrogativo riguardo all’identità di quei poveri sventurati ripresi da Chierici: sono dei tedeschi rimpatriati oppure si tratta di ebrei condotti nei campi di sterminio?
Osservando attentamente ogni singolo fotogramma, tuttavia, qualche indizio si può notare per tentare di dare una risposta. Innanzitutto dall’abbigliamento di queste persone non risalta la stella di David – che com’è noto i nazisti avevano imposto di indossare come contrassegno a tutti gli ebrei –, per di più i vagoni non sembrano piombati, come di soliti erano quelli che trasportavano gli ebrei…
Insomma, considerato che tutto il materiale cinematografico realizzato da Chierici è ancora tutto da riorganizzare, che dire: ai posteri l’ardua sentenza!
Nel frattempo noi preferiamo lasciare la parola alle immagini in modo tale che ognuno può, liberamente, farsi l’idea che reputa più opportuna…


il poter vedere anche con gli occhi il dolore e la tragedia umana di alcune persone non lascia nulla all’immaginazione, quindi, è una considerazione diretta e ancora piu’ sentita. Nella nostra società ancora vive l’antirazzismo…..dovremmo quindi, riflettere e comprendere meglio quanto si possa soffrire in situazioni simili e particolari…..noi siamo tutti figli di un unico PADRE, Dio ama tutti allo stesso modo, con lo stesso amore……ci ha insegnato ad amarci…..alziamo gli occhi al cielo, e la nostra preghiera possa essere ascoltata…….andiamo avanti nella vita….tenendoci per mano…con il rispetto uno verso l’altro…..e forse il mondo cambierà davvero…..saremo tutti uguali con dentro una certezza…..un amore spirituale che ci guida tutti verso il bene