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BLOG2OKDa quest’oggi si pregano i gentili visitatori di queste pagine che desiderano continuare a leggere i contenuti nuovi e pregressi di questo Blog, a collegarsi alla nuova piattaforma attivata che è ormai entrata a pieno regime, sulla quale, d’ora in poi, verranno inseriti tutti i miei post, digitando questo indirizzo web:

http://giovannipreziosiweb.blogspot.it/

Su questo Blog, tra qualche giorno, saranno eliminati tutti i post e al loro posto saranno inserite nuove pagine per trasformare questo Blog in una sorta di approfondimento su tematiche specifiche che saranno scelte insieme a voi lettori, creando un vero e proprio FORUM DI DISCUSSIONE APERTO. Vorrei, infatti, mettere a disposizione queste pagine per il confronto e l’approfondimento storico, mediante la creazione di un NETWORK di studiosi che hanno a cuore l’analisi delle tematiche affrontate in questo Blog, per raccogliere quanti più documenti e testimonianze possibili, in modo da offrire un servizio sempre più efficiente e accattivante per i lettori che ci onorano della loro attenzione…

Chi fosse interessato a questo progetto si faccia avanti senza alcun problema, scrivetemi per comunicarmi tutte le vostre idee e suggerimenti al riguardo per costruire INSIEME queste nuove pagine.

Sarete certamente i BENVENUTI!

Grazie a tutti per l’interesse, sempre crescente, con il quale mi seguite e…

Adesso a voi la parola, ci conto!!!

E-Mail: dr.giovannipreziosi@libero.it

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“Fuga nella notte”. Come le orsoline milanesi aiutarono ebrei e perseguitati a sfuggire ai nazisti

Ecco, qui di seguito, il mio nuovo articolo pubblicato nelle pagine culturali del quotidiano della Santa Sede “L’Osservatore Romano” (pag. 5), intitolato: «Fuga nella notte», che racconta, con dovizia di particolari inediti, come le orsoline milanesi aiutarono ebrei e perseguitati a sfuggire ai nazisti.

Per leggerlo in versione integrale cliccate sull’immagine e sarete reindirizzato direttamente alla pagina del mio nuovo Blog http://giovannipreziosiweb.blogspot.it

 articolo orsoline

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Da quest’oggi si pregano i gentili visitatori di queste pagine che desiderano continuare a leggere i contenuti nuovi e pregressi di questo Blog, a collegarsi alla nuova piattaforma attivata che è ormai entrata a pieno regime, sulla quale, d’ora in poi, verranno inseriti tutti i miei post, digitando questo indirizzo web:

 

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“Il gesuita e la Resistenza. Col nome di Asso di Picche padre Carlo Messori Roncaglia lottò contro il nazifascismo”

Cari amici,
vi propongo qui di seguito la lettura del mio nuovo articolo appena pubblicato nelle pagine culturali (pag. 4) de L’Osservatore Romano, dal titolo: “Il gesuita e la Resistenza. Col nome di Asso di Picche padre Carlo Messori Roncaglia lottò contro il nazifascismo”, che, prendendo spunto dall’imminente anniversario della Liberazione, cerca di dar conto dell’opera svolta all’epoca dal celebre padre gesuita Carlo Messori Roncaglia il quale, insieme ad altri suoi confratelli ed al vescovo di Padova mons. Carlo Agostini, si prodigò per aiutare e trarre in salvo molti antifascisti ed ebrei.

 

Col nome di Asso di Picche padre Carlo Messori Roncaglia lottò contro il nazifascismo

Il gesuita e la Resistenza

 di Giovanni Preziosi

Fiumi d’inchiostro sono stati versati finora per cercare di raccontare le fasi cruciali che hanno segnato la lotta di Liberazione dal regime nazi-fascista. Tuttavia, in tempi recenti, dagli archivi compulsati meticolosamente dagli storici, stanno affiorando uno dopo l’altro nuovi documenti e testimonianze che evidenziano, se ancora ce ne fosse bisogno, il contributo determinante fornito, anche a rischio della propria vita, da tanti religiosi e religiose durante l’occupazione tedesca, Un ruolo davvero encomiabile in tal senso fu svolto dall’allora rettore dell’“Antonianum”, p. Carlo Messori Roncaglia che, in qualità di cappellano del Comando Militare Volontari della Libertà, con l’ausilio di Padre Achille Colombo, collaborò attivamente con la Resistenza col nome di battaglia Asso di Picche, partecipando a molte operazioni, come del resto si legge anche in un attestato di benemerenza rilasciato, in data 24 settembre 1945, dal Comandante inglese della Special Forces Career Management Field. 

«Il Reverendo Padre Messori ha indefessamente prestato la sua intelligente, coraggiosa, validissima opera alla Causa della Libertà. (…) manteneva i collegamenti in perfetta efficienza dando asilo, consigli, permettendo ed organizzando fughe, tutto e sempre a sua completa responsabilità. Nascondeva inoltre nel suo istituto armi, esplosivi e documenti di altissima importanza, sfidando serenamente e con fulgido amor patrio tutti i pericoli del caso. Prendeva inoltre attiva parte al movimento insurrezionale, cessando la sua infaticabile attività soltanto a vittoria conseguita».

Difatti, il 22 settembre 1944, in seguito agli arresti indiscriminati compiuti dai nazi-fascisti per sgominare le varie formazioni partigiane operanti nella zona, il leader del C.L.N. veneto, prof. Egidio Meneghetti, era riuscito a sfuggire per un pelo all’imboscata trovando rifugio all’Antonianum, dove furono accolti, oltre ad alcuni ebrei perseguitati e spie filtrate dal Sud, anche diversi cospiratori antifascisti, tra cui spiccavano i professori universitari Norberto Bobbio, Giuseppe Bettiol, Ettore Bolisani, Dino Fiorot, Alberto Trabucchi, Lanfranco Zancan e il comandante della brigata “Silvio Trentin”, l’ing. Otello Pighin. Un altro episodio, finora inedito, che vide protagonista padre Messori, fu quello che riguardò la salvezza di una giovane protestante di origini berlinesi, tale Elena Niechiol che, come si evince dalle pagine del quaderno di memorie stilate, con dovizia di particolari, da una suora della comunità di Este delle Figlie del S. Cuoredi Gesù, «visse nascosta nella nostra casa dall’agosto al dicembre 1944». Ma chi era in realtà questa donna che, all’improvviso, si presentò dalle suore circonfusa da un’aureola di mistero? A svelarci l’arcano ci pensa la stessa cronista che, poco dopo aggiunge:

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Mostra in Vaticano nel 70° anniversario del salvataggio degli ebrei bulgari durante la Seconda guerra mondiale

In occasione del 70° anniversario del salvataggio degli ebrei bulgari durante la Seconda guerra mondiale, il Ministero degli Affari Esteri della Bulgaria ha organizzato una serie di iniziative, che hanno avuto inizio il 6 marzo al Parlamento europeo di Bruxelles.

Le celebrazioni continuano con una mostra documentaria dal titolo 1943. La sorte degli ebrei bulgari: una scelta di grande rilevanza.
I documenti della mostra sono stati raccolti in collaborazione con il Museo di Yad Vashem e la Holocaust Martyrs and Heroes Remembrance Authority.

Gabriele Nissim, presidente di Gariwo e autore del libro L’uomo che fermò Hitler (Mondadori), interverrà alla presentazione dell’esposizione con un intervento sul tema Dimitar Peshev e il significato morale del salvataggio degli ebrei bulgari.

 

 La sorte degli ebrei bulgari

Mostra in Vaticano

Lunedì 22 aprile, ore 18.30
Sala Apollo 
Palazzo del Vicariato

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Da quest’oggi è in fase di sperimentazione una “nuova” piattaforma di questo Blog che può essere raggiunta collegandosi a questo indirizzo web:

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Fin quando non sarà a pieno regime, questo Blog continuerà le normali pubblicazioni, salvo poi essere adoperato per un progetto sempre dedicato a queste tematiche di approfondimento storico, per rendere un servizio sempre più efficiente e accattivante per i lettori che mi onorano della loro attenzione…

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Accadde, oggi: Le prime elezioni per il Parlamento repubblicano del 18 aprile 1948

 Il 18 aprile 1948 in Italia, circa tre mesi e mezzo dopo la promulgazione della nuova Carta Costituzionale approvata dall’Assemblea Costituente sulla base di due diverse leggi – per la Camera dei deputati, l. 20 gennaio 1948, n. 6 e T.U. 5 febbraio 1948, n. 26; e per il Senato, l. 6 febbraio 1948, n. 29 – si svolsero le prime elezioni politiche per il Parlamento repubblicano, che fece registrare una partecipazione popolare senza precedenti, un record almeno finora mai più eguagliato, con oltre il 92 per cento di affluenza alle urne degli aventi diritto al voto.

La competizione elettorale si svolse in un clima di dura contrapposizione tra le due principali fazioni che si contendevano la scena politica, la Democrazia Cristiana guidata da Alcide De Gasperi e il FronteDemocratico Popolare di estrazione social-comunista, anche in virtù della convulsa situazione geo-politica internazionale che si era profilata il 25 febbraio 1948, all’indomani del “colpo di Stato” di Praga, ad opera dei comunisti, che aveva contribuito a sedimentare nell’opinione pubblica la convinzione per una “scelta di campo” definitiva tra due modelli contrapposti: il “totalitarismo bolscevico” e la “democrazia”.

Era questo il preludio a quella che, negli anni successivi, passerà alla storia con un termine destinato a riempire i libri di storia: la “guerra fredda”, ovvero la dura contrapposizione Est-Ovest, fra tutti quei paesi che si riconosceranno, da un lato sotto l’ombrello della Nato nel Patto Atlantico e, dall’altro quelli che si riunivano attorno al Pattodi Varsavia di matrice sovietica.

Fu così che, alla fine di una estenuante campagna elettorale, la spuntò la Democrazia Cristiana, guidata da Alcide de Gasperi, si presentò come il reale baluardo contro il comunismo, aggiudicandosi la maggioranza assoluta dei seggi, anche grazie al sostegno determinante della Chiesa cattolica e della capillare rete delle organizzazioni dell’associazionismo cattolico, come l’Azione Cattolica e i Comitati civici di Luigi Gedda, che riuscirono a mobilitare circa 300.000 attivisti.

Il responso delle urne, infatti, sancì un clamoroso successo della Democrazia Cristiana, che si aggiudicò la maggioranza assoluta dei seggi, ottenendo il 48,5% dei voti alla Camera dei deputati (con 12.741.299 di consensi), che fece registrare un notevole incremento di consensi con 4.600.000 voti in più rispetto a quelli ricevuti per l’elezione dell’Assemblea Costituente, allorché si era attestata intorno al 25,2% con 8.101.000. risultato che non sarebbe stato più raggiunto. Il Fronte Popolare, invece, si fermò al 30,8%, facendo registrare una netta flessione rispetto ai consensi ricevuti in occasione delle elezioni del 2 giugno 1946, allorché la somma dei voti ottenuti da socialisti e comunisti i raggiunse il 40%.

Bisogna rilevare, tuttavia, che la Democrazia Cristiana non eguagliò la performance di consensi ricevuti alla Camera dei Deputati al Senato, dove non riuscì ad ottenere la maggioranza assoluta con i suoi 131 senatori, perché agli altri 237 senatori si aggiunsero, 107 senatori di diritto in virtù della III Disposizione transitoria della Costituzione, che recitava: “Per la prima composizione del Senato della Repubblica sono nominati senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i deputati dell’Assemblea Costituente che: sono stati presidenti del Consiglio dei Ministri o di Assemblee legislative; hanno fatto parte del disciolto Senato; hanno avuto almeno tre elezioni, compresa quella all’Assemblea Costituente; sono stati dichiarati decaduti nella seduta della Camera dei deputati del 9 novembre 1926; hanno scontato la pena della reclusione non inferiore a cinque anni in seguito a condanna del tribunale speciale fascista per la difesa dello Stato. Sono nominati altresì senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i membri del disciolto Senato che hanno fatto parte della Consulta Nazionale”. La vittoria del fronte moderato guidato da De Gasperi, in seguito aprirà la strada al boom economico che si registrerà negli anni Cinquanta.

© Giovanni Preziosi, 2013
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